Il video inizia introducendoci attraverso il cancello esteriore in un’area che si circoscrive con la targa “Sant’Anselmo”. Il movimento procede attraverso il viale e attraverso il quadriportico e si ferma davanti ad una solenne entrata nella chiesa. La solennità del momento è visivamente rafforzata da una lenta e sincronizzata apertura dei entrambi lati delle porte, che viene accompagnata con il canto gregoriano del responsorio “Hortus conclusus soror mea, sponsa, hortus conclusus, fons signatus – Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata” (Cantico dei cantici 4,12). Finalmente alla nostra visione si apre l’interno della chiesa che in alcuni discorsi meditativi è paragonata alla bellezza dell’immagine biblica di “giardino chiuso e fonte sigillata”. Poco dopo il monaco, con la voce tremante, canterà “aperi mihi soror mea amica mea – aprimi sorella mia e amica mia”. È fantastica la capacità narrativa del video che ha lo scopo di introdurci attraverso le immagini all’interno della chiesa ma nello stesso tempo ci introduce all’interno di una realtà spirituale che è in noi perché quello che guardiamo con gli occhi comincia a risvegliare le emozioni che coinvolgono il cuore e l’anima. 

Posatamente ci lasciamo trasportare da un dettaglio all’altro. Saliamo verso la larga apertura della navata centrale, il nostro sguardo è catturato dalle enormi canne dell’organo. Ci fermiamo davanti all’abside che è il punto che focalizza il significato di tutto lo spazio sacro nella splendida rappresentazione della crux gemmata e nell’apertura immaginaria dell’”oculus”. La capacità artistica del regista ci dà la possibilità di avere una visione panoramica che supera quello che noi solitamente vediamo condizionati dalla forza di gravità. Improvvisamente diventiamo capaci di volare con gli angeli che sostengono la croce nell’abside, ci alziamo sopra il presbiterio ad ammirare dall’alto il Crocifisso, la Madonna, i medaglioni dell’Annunciazione, le capriate lignee del sottotetto e il bellissimo pavimento composto da marmi e mosaici. 

Il canto gregoriano che accompagna il nostro viaggio nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino ci offre la possibilità di passare da una materialità ad un significato. Il canto, ispirato dall’esegesi della Parola di Dio dà un presupposto a un fine, perché lo spostamento del drone e la conformazione fonetica del canto mirano ad un senso, che cioè dopo questo viaggio ci troviamo inevitabilmente cambiati, arricchiti. Il nostro progetto ha raggiunto il suo fine: quello di apprezzare la bellezza della nostra chiesa e di sceglierla per la celebrazione del matrimonio e quello di scegliere i migliori fotografi Colizzi che hanno realizzato questa opera degna di grandi registi. 

P. Dorotej Toic OSB

Rettore della chiesa