Sant'Anselmo all'Aventino

Chi ama conosce Dio; chi non ama non ha conosciuto Dio, perche Dio è amore”
(1Gv4)

La storia della Chiesa

Nel 1888 papa Leone XIII affidò all’arcivescovo di Catania, il monaco benedettino Giuseppe Benedetto Dusmet, l’incarico di riaprire l’antico collegio Sant’Anselmo. Il progettista della struttura fu il primo abate primate Ildebrando De Hemptinne, e la realizzazione dell’edificio fu affidata all’architetto Francesco Vespignani. La chiesa di Sant’Anselmo fu terminata e consacrata l’11 novembre del 1900. La chiesa è preceduta un lungo viale e da un quadriportico, come uno spazio intermedio tra sacro e profano che attua un graduale distacco dalla vita di tutti i giorni e infonde quella calma necessaria a chi vuole avvicinarsi a Dio. In molte chiese i fedeli sono costretti a un brusco passaggio dallo spazio profano al sacro, quando l’entrata nella chiesa dista solo qualche metro da una strada trafficata e rumorosa. Invece il quadriportico annienta e assorbe il rumore della città, e ci prepara a entrare in chiesa.

L’interno della chiesa, lunga 45 metri e larga 20, è composto da una navata centrale e da due laterali divise da 10 colonne di granito grigio a capitelli ionici, più due colonne a capitelli corinzi su cui poggia l’arco trionfale. Accanto alla chiesa si trova l’imponente campanile a trifore, quadrifore e pentafore. Nel 1956 furono posizionate quattro nuove campane. Nel 1952 la chiesa fu ristrutturata su progetto dell’architetto Fritz Metzger, che pose come obiettivo delle ricostruzioni la funzionalità liturgica dello spazio sacro. La volta dell’abside fu decorata con i mosaici realizzati dal monaco Radbod Commandeur, dell’abbazia Maria Laach in Germania. I due angeli sostengono la croce gemmata decorata con gioielli e pietre preziose. Al centro della croce è ritratto Cristo come un giovane dal viso glabro e capelli corti, così come appare nelle più antiche rappresentazioni. Sopra la croce gemmata si vede la mano di Dio che tiene una corona verso il Figlio – Gesù. Alla sinistra e alla destra della croce troviamo San Benedetto e Sant’Anselmo.  Nelle navate laterali si trovano due altari, uno dedicato alla Madre di Dio e l’altro al Santissimo Sacramento. La pavimentazione della chiesa è stata realizzata in stile cosmatesco. Si tratta di tarsie marmoree colorate con l’inserzione di grandi lastre di marmo. Sopra l’altare centrale pende la croce realizzata nel 2010 da un monaco iconografo belga, p. Marcus Du Four.

In un lato del quadriportico, nel 1966, fu posta la statua bronzea di Sant’Anselmo, opera dello scultore svizzero Albert Wider. Sant’Anselmo è rappresentato in un’evidente tensione tra le vette della sua prova ontologica e i limiti della teologia razionale. Il suo volto severo sembra essere preso da quello che aveva scritto nel suo libro: “O Signore, tu non solo sei ciò di cui non si può pensare nulla di più grande, ma sei più grande di tutto ciò che si possa pensare… Se tu non fossi tale, si potrebbe pensare qualcosa più grande di te, ma questo è impossibile”.

I Benedettini

I benedettini sono i monaci che vivono secondo la Regola di San Benedetto da Norcia, che intorno all’anno 529 fondò il monastero di Montecassino. I monaci missionari del primo millennio fondarono numerosi monasteri in tutta Europa, portando evangelizzazione e cultura. Intorno ai monasteri si svilupparono i primi centri abitativi con una ben definita struttura governativa, economica e sociale, che prevedeva scuole, ospedali, foresterie, farmacie, ecc.  Papa Leone XIII volle riunire diverse Congregazioni benedettine in una Confederazione governata dall’Abate Primate, che risiede a Sant’Anselmo. Dal 1933 l’Università benedettina di Sant’Anselmo gode del titolo di Pontificio Ateneo, formato dalle Facoltà di Teologia, Filosofia e Liturgia, e vari Istituti.  La comunità di Sant’Anselmo ha uno stile di vita monastico. I monaci e gli altri residenti, oltre a studiare, si ritrovano in chiesa ogni giorno per la preghiera delle lodi, dell’ora media, dei vespri, della compieta e per la celebrazione eucaristica.

Rettoria

La nostra chiesa, fin dalla sua costruzione era prevista come chiesa abbaziale, specificamente configurata da un punto di vista architettonico per la liturgia della comunità monastica sotto la giurisdizione dell’Abate Primate, che ha il diritto di celebrare la liturgia nel rito pontificale, stabilito dalla “Lex Propria Conf. Benedictinae”.

Nel 1986, con il Decreto del Card. Vicario Ugo Poletti, la nostra chiesa è diventata anche rettoria che assume la qualificazione giuridico-pastorale delle chiese non parrocchiali della Diocesi di Roma. Consapevoli del loro carisma liturgico, i benedettini di Sant’Anselmo sono stati fieri di poter corrispondere alle aspettative della Chiesa di Roma. Tra le attività pastorali, quella predominante è la celebrazione dei matrimoni.

Dal 1962 papa Giovanni XXIII, da Sant’Anselmo, ha dato inizio alla processione del Mercoledì delle Ceneri. Insieme ai cardinali, ai vescovi, ai monaci benedettini e domenicani, il Santo Padre intraprende la processione che termina a Santa Sabina.  La Chiesa di Sant’Anselmo assunse un significato particolare da quando venne elevata, con il Decreto del Sommo Pontefice del 3 maggio 1985, a titolo di diaconia cardinalizia.

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Chiesa dalla semplice e bellissima struttura. Si trova in una zona fantastica di Roma, sull’Aventino nei pressi della piazza dei cavalieri di Malta. È un luogo magico, dove si respira pace e serenità. L’erboristeria attigua alla chiesa é ben fornita di interessanti prodotti realizzati nei monasteri.

linda tra le mele

Local Guide

Splendido complesso abbaziale sito sul colle Aventino.
Di origine paleocristiana, si presenta attualmente nella sua veste neo romanica. Conserva l’aspetto medievale tipico delle abbazie con un parco, un protiro e un porticato quadrilatero esterno.
L’interno è diviso in tre navate con abside, cattedra vescovile e marmi policromi.
Dal porticato esterno è possibile perdersi, tra i giardini e lo scorcio della chiesa del Piranesi siti all’interno del confinante complesso dei Cavalieri di Malta e l’alveo del Tevere sottostante con il rione Trastevere. Visita consigliata.

Patrizia Martinelli

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A livello storico e culturale e veramente stupefacente.
Un momento di grande suggestione si ha ogni sera alle 19 quando,al suono delle campane 56 monaci benedettini entrano in chiesa si tolgono il cappuccio e cantano i vespri per circa un’ora con voci incantevoli e tranquille ; dopodiche’ in fila escono si rimettono il cappuccio e nel crepuscolo qualcuno spegne le candele . Un ‘ esperienza mistica .

Patrizia Dodi

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